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Industria 4.0 e fabbriche in transizione: oltre l’automazione

✍️ Auctor: Gian Luigi Venturin   🗓️ 3 Maius 2019

Dopo aver visto da dove veniamo, è il momento di capire dove stiamo andando. Industria 4.0 prende forma concreta nelle fabbriche.

Industria 4.0 le fabbriche in transizione

Siamo ora alla quarta tappa di questo viaggio che, più che come un percorso con fermate e partenze, va letto come un unico processo di evoluzione continua suddiviso, per comodità descrittiva, in capitoli, dato che dal 1784 ad oggi abbiamo assistito all’affermazione di tecnologie che spesso hanno trovato le loro premesse ed i loro postulati nelle epoche precedenti.

Dopo Hannover 2013 siamo ufficialmente nel mezzo della 4a rivoluzione industriale, forse già alla fine per quanto attiene ad intuizioni e possibili sviluppi. L’attenzione è focalizzata sulla completa digitalizzazione di quanto è ancora rimasto analogico e sulla piena integrazione di sistemi cyber-fisici. Oramai tutti i prodotti fisici (dispositivi elettronici, macchine industriali, automobili, giocattoli, abiti, ecc.), gli edifici, gli umani e gli animali, le piante e l’ambiente, possono essere collegati tra loro e da essi è possibile estrarre informazioni continue grazie alle tecnologie IoT (Internet of Things), in una misura tale che spesso viene da pensare che il principale vettore di sviluppo tecnologico di Industria 4.0 sia l'introduzione delle tecnologie Internet.

Le automobili, ad esempio, ora possono comunicare direttamente con i costruttori da cui ricevono indicazioni di manutenzione a distanza, così come possono/potranno comunicare con i sistemi di guida autonoma per muoversi autonomamente sulle strade.

Ricordando che il paradigma Industria 4.0 è stato pensato in Germania per dare ulteriore sviluppo al sistema industriale, ecco che quelle fabbriche -che nel 1784 hanno iniziato una lunga marcia il cui primo passo fu sostituire la forza del vapore alla fatica umana- si sono infine trasformate in "smart factories" (fabbriche intelligenti) in cui tutte le fasi del processo produttivo dialogano in modo continuo ed istantaneo tra loro, e dialogano in modo altrettanto continuo ed istantaneo con gli stakeholder posti all’esterno del perimetro aziendale.

L’animazione seguente, realizzata da Cisco Italia nel 2012 e dal 2020 non più presente sul web, è riportata come documento di contesto per comprendere come veniva interpretata Industria 4.0 nelle sue fasi iniziali.

Stiamo passando, ed in molti settori siamo già passati (si pensi all’industria dell’auto) dalla “produzione di massa” degli inizi del XX secolo, caratterizzata dal produrre grandi quantità del medesimo bene nella convinzione che prima o poi lo si sarebbe venduto, alla “customizzazione di massa”, produzione di grandi quantità di beni il più possibile personalizzati sulle richieste del cliente finale.

Sono così sempre più le aziende che smettono di produrre scorte, producendo solo beni su richiesta specifica, implementando strategie just-in-time grazie al costante sviluppo dell'elaborazione delle informazioni e della tecnologia. Il modello Industria 4.0 permette di rispondere velocemente e più precisamente alle tendenze, ai gusti e alle mutazioni repentine del mercato, con le nuove fabbriche digitali che possono arrivare a produrre pezzi singoli, a prezzi accessibili, con immutati margini di guadagno.

Ma una fabbrica non è fatta solo di macchine

Ogni trasformazione tecnologica porta con sé una trasformazione del lavoro e delle competenze.

Nel prossimo articolo: Industria 4.0 vista dal lato umano.

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Questo articolo fa parte di una serie di quattro articoli dedicati al tema Industria 4.0.

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